www. Come funziona Internet e il suo futuro

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“Verrà un giorno, e non è molto lontano, in cui potremo concludere affari, studiare, conoscere il mondo e le sue culture, assistere a importanti spettacoli, stringere amicizie, visitare i negozi del quartiere e mostrare fotografie a parenti lontani, tutto senza muoverci dalla scrivania o dalla poltrona.”

Quel giorno è venuto, caro Bill, da un pezzo ormai!

Internet: nell’idea collettiva tutti sanno cosa sia ma nessuno (se non pochi smanettoni) come funziona, come opera questa grande ed astratta (ma non troppo) sofisticata rete tra computer e dispositivi. MA niente panico: ci siamo noi! Seguiteci punto per punto per conoscere il funzionamento di base di Internet e la sua storia. Infine parleremo anche del futuro di Internet.

Qualcuno potrebbe immaginare che dietro ci sia una struttura omogenea, una singola rete chiamata “internet”. Ma in realtà non è così: le reti sono centinaia di migliaia, ognuna completamente autonoma. È però vero che ormai è abitudine chiamare questo complesso di reti come the Net, o più semplicemente “rete”. Non è neanche fin troppo sbagliato, perché effettivamente si comporta come fosse una rete unica, come un sistema continuo e intercomunicante. Ricorrendo a questa definizione non si può certo dimenticare che questo sistema è policentrico, non ha una sede di governo centrale e che ogni rete, ogni operatore è libero ed indipendente.
Ma in soldoni, cos’è ‘sto Internet? Nonna me lo chiede sempre ma non so che dirle.
Internet è un sistema che permette a diverse reti (quindi diversi pc, dispositivi mobili…) di collegarsi fra loro, permettendo a queste di comunicare e scambiarsi dati ed informazioni. In pratica l’internet è un sistema che permette di collegarsi con qualsiasi persona, organizzazione o sito che abbia un indirizzo (bhe qui non si intende proprio la via col numero civico…); tutti possono accedere a questa rete globale per poter usufruire delle tecnologie e dei servizi messi a disposizione. Ma è importante soprattutto ciò (inutile dirvi che questo sta molto a cuore anche a noi blogger): internet permette a ognuno di noi di trasmettere informazioni, idee e opinioni, non solo riceverle. Tutto ciò è sinonimo di crescita, di libertà e di progresso. Siamo tutti, contemporaneamente, spettatori e protagonisti: il sistema-internet ci permette di essere interattivi. Questa rete funziona su scala planetaria: non ha sede geografica, né confini (trascurando quelli prettamente comunicativi come la lingua). Possiamo dire anche che si suddivide in comunità (come questa di SitnThink) che non dipendono dal luogo fisico (abbiamo lettori anche dall’Estonia… no magari, scherzavo) ma sono definite per aree di interesse, di argomento e per la natura dello scambio che è presente.

Come è nata e si è sviluppata l’Internet?

Che ci crediate o meno, internet è davvero vecchiotta: sono quasi 50 anni che ha avuto origine.
Il primo nucleo di ciò che chiamiamo Internet è nato negli Stati Uniti nel lontano 1969, per opera di scienziati (sono ovunque, diamine) e tecnici che lavoravano al progetto ARPA (Advanced Research Project Agency) del Ministero della Difesa degli Stati Uniti. Fin dagli albori era chiaro che il progetto non aveva solo finalità militari. L’intento era questo: costruire un sistema di comunicazione che potesse sopravvivere in caso di catastrofi (ricordo che stiamo in piena guerra fredda) nei momenti di inefficienza della strumentazione (i vecchi calcolatori non lasciavano un momento di pausa ai tecnici). Nacque così ARPA-net, che connetteva solo pochi grossi calcolatori. Fortunatamente (per gli esiti di Internet) furono coinvolte grosse strutture universitarie, che presto si impadronirono del sistema e lo misero al servizio della comunità scientifica. Veicolate dalle università nacquero moltissime nuove reti (NFS-net, UseNet, HepNet e BitNet – la fantasia degli scienziati non trova limiti…). Nacquero inoltre nuovi protocolli, come il TCP/IP, per standardizzare le reti (renderle omogenee insomma). Questa fu un’esigenza dettata dal fatto che i dispositivi connessi erano sempre di più (per rendere tutto più chiaro: nel 1981 facevano parte della rete 213 calcolatori, nel 1991 376.000 computer, oggi centinaia di milioni – in crescita esponenziale). In Italia la prima rete fu sviluppata dall’ambiente universitario di Pisa (soprattutto per la facoltà di Fisica). Solo nel 1994 Internet acquista un carattere meno “elitario” (destinato a pochi), con l’avvento del World Wide Web (www). Il WWW fu una nuova tecnologia basata sul protocollo http e sul linguaggio “ipertestuale” HTML (la “lingua” dei siti). Questa tecnologia fu concepita nel 1990 da Tim Berners-Lee nel CERN di Ginevra come un sistema di comunicazione più efficiente per la comunità scientifica (è bene sapere che il CERN tratta una mole di dati impressionante che deve dividere ed inviare a più centri). Questa ebbe una diffusione senza pari e contro ogni aspettativa, per la sua semplicità di utilizzo e la sua versatilità. Non è un caso che oggi tutte le pagine alle quali accediamo inizino con www

Come funziona l’Internet?

Internet è un sistema globale di reti di computer interconnesse. Quando due o più dispositivi elettronici vengono connessi per permettere la comunicazione reciproca, essi formano una rete. Internet è costituita dall’interconnessione su scala mondiale di reti di questo tipo, ciascuna appartenente ad aziende, governi o individui, col risultato di permettere a tutti i dispositivi connessi a tale rete di reti di comunicare tra di loro. Per comunicare i computer devono essere in grado di comprendersi a vicenda. Su Internet la comunicazione è possibile perché tutti i dispositivi parlano la stessa “lingua” o protocollo, ovvero, il Protocollo Internet (in inglese, Internet Protocol, in sigla IP), un “mercato unico” senza barriere fisiche, tecniche o nazionali. Il protocollo IP costituisce la base di tutti gli altri sistemi di comunicazione su Internet. Trasmettere una qualsiasi comunicazione su Internet usando il protocollo IP è come inviare le pagine di un libro per posta usando moltissime buste differenti. Tutte le buste usano lo stesso indirizzo mittente e lo stesso indirizzo di destinazione. Anche se alcune buste viaggiano via nave e altre via aereo, alla fine tutte arrivano a destinazione ed il libro può essere ricomposto. Su Internet il contenuto della busta (chiamata tecnicamente “pacchetto”) dipende da protocolli, ossia, da convenzioni che definiscono il formato dei dati e le procedure di connessione per i diversi tipi di comunicazione. Esempi di queste convenzioni sono:

  • SMTP: per spedire la posta elettronica;
  • HTTP: per accedere ai siti web;
  • BitTorrent: per la condivisione di dati tra pari.

Chiunque è libero di creare il proprio protocollo e usarlo su Internet, a patto che si basi sul protocollo IP. I dispositivi che sono responsabili per il trasporto dei dati su Internet (chiamati “routers”, che in italiano potremmo tradurre come “instradatori”) non hanno bisogno di essere programmati differentemente per trattare diversi tipi di dati. Anzi, non hanno alcun bisogno di sapere nulla dei dati che smistano, a patto che tali dati usino il protocollo IP. Come il postino che consegna la posta tradizionale, i “router” devono solo guardare all’esterno della busta per essere in grado di consegnare il messaggio. Non importa se la busta contiene una bolletta o una lettera d’amore (tranne che per il ricevente, naturalmente). Essenzialmente, Internet offre un solo, flessibile servizio: trasportare dati da un dispositivo ad un altro a prescindere dalla natura dei dispositivi usati, da come e dove essi sono connessi a Internet e dalla natura o dal contenuto dei dati stessi. Scusa, un po’ di calma: ma che è sto IP? Intendi lì dove si fa benzina o cosa?

No, non ci siamo proprio…

Niente benzina! Il sistema di comunicazione di Internet non ha bisogno di carburanti fossili! Un indirizzo IP è un indirizzo numerico che viene assegnato ad ogni dispositivo collegato ad Internet. Quindi un indirizzo per il tuo telefono, per il tuo smartphone, per il tuo smartwatch, per la tua smartTV e anche per la tua smartNonna! Eh sì, è libero l’accesso ad un IP a tutti!
Un sito web è raggiungibile mediante il suo IP, ma chi si ricorda 9 cifre (es. 104.18.61.232, l’indirizzo IP del nostro blog!). Gli indirizzi IP non sono facili da ricordare per gli esseri umani. Usarli per identificare risorse online, inoltre, non è pratico, dato che i servizi su Internet devono di tanto in tanto migrare su un nuovo indirizzo IP. Dato che l’uso di indirizzi IP per siti web non è né pratico né ‘user friendly’, sono stati creati i ‘domain names’ (cioè i nomi a dominio, come sitnthink.altervista.org). Il Domain Name System globale funziona un po’ come una rubrica telefonica per Internet.
Ma riprendendo il discorso di prima, si pone un altro problema: la pseudo-lettera è al sicuro?
Una lettera può essere aperta, letta e chiusa senza lasciare traccia. Una telefonata può essere intercettata. Come può un utente inviare un messaggio sensibile in modo che rimanga al riparo da occhi indiscreti? Grazie alle tecnologie informatiche nel ventesimo secolo abbiamo assistito a una rapida evoluzione della crittografia. I computer hanno reso possibile non solo la cifratura rapida dei messaggi elettronici, ma anche la violazione molto più rapida delle chiavi di cifratura usate finora. È bene precisare che il metodo della crittografia non è sempre infallibile (non sapete come funziona? Ne abbiamo parlato su questo articolo!).

 

Ci sono infiniti modi di usare Internet, e noi abbiamo individuato 3 categorie generali:

  • La ricerca di dati e informazioni: la ricerca di notizie, informazioni e documentazione su un argomento che si desidera approfondire, è l’aspetto di cui più comunemente si parla, ma non è l’unica funzione dell’internet. C’è anche una certa abbondanza di satira e di umorismo. Insomma è come accedere direttamente, e senza muoversi da casa o dall’ufficio, a un’immensa biblioteca mondiale;
  • E-mail: l’uso fondamentale dell’internet è la “posta elettronica” o e-mail. Oltre a offrire una serie di vantaggi pratici, cosa molto meno di qualsiasi altro mezzo di comunicazione: non solo del telefono o del fax, ma anche della posta ordinaria. Un altro vantaggio importante dell’e-mail è che non ha orario; possiamo scrivere quando vogliamo;
  • La partecipazione a dialoghi “collettivi”: è possibile inoltre accedere (e partecipare) a qualcuna delle numerosissime aree di dialogo e scambio di informazioni (forum, o mailing list) su una grandissima varietà di argomenti. In questo modo si può avere voce in capitolo in maniera decisamente più semplice ed immediata;
  • E in più… avere un proprio “sito“: questo blog, che nasce proprio per fare divulgazione in modo semplice e chiaro, cercando magari di incuriosire i lettori e, ovviamente, togliere curiosità (o farne nascere nuove?), ne è un esempio. Oggigiorno aprire un sito, o blog che sia, per poter scrivere o trattare qualsiasi argomento è semplicissimo. Inoltre ciò ti permette di creare una comunità sulla quale instaurare il proprio piano di crescita. Una figata insomma!

Quale sarà il futuro di Internet?

Questa sì che è una signora domanda! Non si può delineare con certezza il futuro di Internet, come lo si può fare con il suo passato. Ma del resto fino a poco tempo fa nessuno avrebbe immaginato le potenzialità di internet che oggi invece sembrano superflue e banali (nemmeno Bill Gates!). Possiamo però riprendere alcuni pareri di persone autorevoli. Enrico Fagnoni, uno dei maggiori esperti italiani del mondo del web dice: “Il Web 3.0 sarà il protagonista nei prossimi dieci anni. Nel web 1.0 si linkavano i soli documenti, nel web 2.0 le persone, e successivamente si linkeranno i dati. I singoli dati – su i più disparati temi o argomenti – verranno infatti immessi in una grande rete globale e saranno a disposizione di tutti. Peraltro, gli utenti del web 3.0 non saranno più solamente le persone, ma anche le macchine: esse infatti interrogheranno Internet per “ragionare” e assolvere ai loro compiti. Le macchine navigheranno sul web in maniera agevole perché già parlano il “linguaggio dei dati”, esattamente lo stesso idioma tipico del web 3.0. Ciò porterà alla creazione di una sorta di “intelligenza artificiale”, che si alimenterà proprio con tali dati: le macchine saranno quindi in grado di svolgere i ragionamenti tipici della mente umana. Stanno inoltre arrivando i cosiddetti linked open data, la rivoluzione del futuro. Saranno dati presenti sul web con i quali sarà possibile sapere, ad esempio, quanti abitanti in più ci sono nella nostra città rispetto all’ultimo censimento; si potrà capire, interrogando i dati delle Camere di Commercio, quali aziende sono presenti in un certo territorio; le aziende di prodotti antitarme potranno sapere quante case nella loro zona sono fatte di legno. Tutto questo verrà fatto dalle macchine, che interrogheranno questi linked open data”.

Non ci resta che vedere, e perché no, prendere parte del futuro di internet 😉

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